domenica 23 dicembre 2018

Scie chimiche Mino Andreatta Carlo Azelio Ciampi e Silvio Berlusconi


Mi scappa una considerazione storica.





1981 - Il 12 febbraio 1981 il Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta scrisse al Governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi una lettera che sancì il “divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro”. Il presidente del consiglio in carica era (ancora per qualche mese) Francesco Cossiga. Lastricando in questo modo la via alla dissoluzione della sovranità del nostro Paese che sarebbe divenuta ferrea realtà da lì a poco (con i due sempre protagonisti) grazie alla UE.

Questo ho pensato per molto tempo fosse il crimine più spaventoso perpetrato dal duo (di grandi politici/tecnici) Ciampi/Andreatta.

Ma hanno fatto anche di più e meglio.

1994 - Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi (ha preso il posto nell’aprile 1993 di Giuliano Amato, Ministro Bilancio B.Andreatta Ministro dell’Ambiente Valdo Spini). Ministro Affari Esteri Beniamino Andreatta.  Ministro dell’Interno Nicola Mancino poi ad interim Ciampi. Ministro dell’Ambiente Francesco Rutelli poi Valdo Spini sottosegretario Roberto Formigoni.

“Legge n.36 del 5 gennaio 1994: Disposizioni in materia di risorse idriche.

Capitolo 1 comma 2

Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell’acqua.”

Ripeto: “…è adottato il regolamento per la disciplina delle MODIFICAZIONI ARTIFICIALI DELLA FASE ATMOSFERICA DEL CICLO NATURALE DELL’ACQUA.”

Da notare che spesso la legge 36 del 5 gennaio 1994 la si attribuisce a Silvio Berlusconi che però diventerà primo ministro solo l’11 maggio 1994. Silvio si rifarà nel 2002 siglando un ulteriore accordo sul tema con l’amico George W. Bush.

Dal sito della Casa Bianca (mai pubblicato sul sito del Viminale):

« On July 19, 2001, President George W. Bush and Prime Minister Silvio Berlusconi pledged that the two countries would pursue joint research programs on climate change and low-emission technology development. On January 22, 2002, the Italian Ministry of the Environment and Territory, the U.S. Department of State and the White Office of Science and Technology Policy agreed to promote scientific and technological cooperation…».
«Il 19 luglio 2001, il presidente George W. Bush e il primo ministro Silvio Berlusconi hanno promesso che i due paesi avrebbero perseguito programmi di ricerca congiunti sui cambiamenti climatici e lo sviluppo di tecnologie a basse emissioni. Il 22 gennaio 2002, il Ministero dell'Ambiente e del Territorio italiano, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e l'Ufficio bianco della politica scientifica e tecnologica hanno concordato di promuovere la cooperazione scientifica e tecnologica ... ».


sabato 22 dicembre 2018

Il cittadino qualsiasi Andrea Gnassi

Un sindaco può essere soggetto passivo di impeachment?
Secondo me dovrebbe essere possibile, qualora venisse provato che l’individuo in questione soffre di “disturbo dissociativo di personalità”
Può essere pericoloso per sé stesso e per gli altri…

Il “cittadino qualsiasi” Andrea Gnassi si comporta in aperto disprezzo delle regole volute e disposte dal sindaco Andrea Gnassi…

E’ che ha avuto un cortocircuito tra quello che è ora (un renziano di ferro) e quello che era da ragazzino (un libertario di sinistra). Fuori controllo per un attimo ha avuto il sopravvento il libertario che si è schierato, inopinatamente, dalla parte dell’artista di strada…

Può essere pericoloso per la comunità un tale individuo ma, visto che l’impeachment non è contemplato, almeno spero che il “cittadino qualsiasi” Andrea Gnassi continui a mettere alla berlina, di tanto in tanto, il renziano sindaco di Rimini.

giovedì 20 dicembre 2018

Zanza

Sarà colpa dei peperoni di ieri sera ma questa notte ho incontrato il Zanfanti. Conosciuto come Zanza.

Non so che logica ci fosse ma eravamo seduti entrambi su una roccia al vertice di una scogliera che si affacciava su una sterminata distesa si sabbia desertica (o era un oceano di acqua salata?). Mah…

Di sicuro nessuno dei due si poneva domande sulla logica di quella situazione e del nostro incontro.

- Dì, ma cosa hai combinato l’altro giorno?
- A cosa ti riferisci?
- Beh, sei morto. Oltretutto tra le gambe di una prostituta…
- Di sicuro, visto come passavo il mio tempo, c’era una alta possibilità che fosse quella la mia ultima situazione vissuta di là…
- Come è stato?
- Gratificante ma anche un pochino scontato, ovviamente.
- Si certo, ma intendevo… hai visto delle luci, un tunnel, degli angeli…?
- Buio. Il mio volto immerso in una matassa di pelo e poi il mio ultimo pensiero è stato: questa volta la frego e non la pago e poi mi sono ritrovato in una gelateria dove non c’erano né avventori (a parte me) né gelatai e allora ho preferito prendere un taxi anche se non ce n’era uno a pagarlo oro..
- Poi? Sai che altrove filosofi e persone comuni, teologi e tennisti, cuochi e puttane da duecentocinquantamila anni si interrogano sul “dopo”…
- Cosa stai dicendo? Si interrogano sulle gelaterie? Guarda che sono sicuro che le puttane non se lo pongono il problema…
- Spiritoso! Piuttosto, lo sai che per molti giorni hanno parlato di te in tutto il mondo? Romagnoli, romeni, palestinesi due bulgari e tante, tante donne ebree! Anche a Cesena volevano sapere tutto di te!
- Mi fa piacere. Quando uno ha fatto realmente del bene è piacevole che ciò gli venga riconosciuto per dargliene merito.
- Toglimi una curiosità: tu ti sei mai reso conto di essere il più grande spot pubblicitario della costa romagnola per decenni interi? Legioni di ventenni e poi trentenni e poi quarantenni e poi…
- Si ho capito…
- …si sono organizzate per venire a Rimini dalla Svezia dal Portogallo dalla Val di Fassa dalla Groenlandia…
- …e dai che ho capito…
- …ma tutto questo in modo gratuito…
- Beh, questo lo dici tu! Guarda che io non ho lavorato un solo giorno in vita mia e non ero ricco di famiglia… quindi chi pensi mi abbia finanziato per oltre quaranta anni? Si certo, l’associazione albergatori e le cooperative dei bagnini ma anche la curia locale. Sai per potermi additare a mò di cattivo esempio…
- Ecco, appunto, e questo casino per i tuoi funerali? Sei stato rifiutato dalle chiese riminesi, lo sai?
- Faceva parte dell’accordo anche questo. Tutti i miei sponsor avrebbero potuto usare la mia uscita di scena per i loro soliti scopi. Mi hanno pagato anche per questo.
- Ma a te della religione cattolica e dell’idea di un dio, ti è mai importato?
- Come sponsor molto per il resto ho trovato (le due volte che ci sono entrato) le chiese troppo fredde e puzzolenti per trovare interesse. E poi, quando trovavo il tempo?
- Vero, mica esistevano per te le otto ore di lavoro…
- Giusto. A volte erano venti ore continuate e dovevo anche mangiare…
- Una vitaccia… scherzo!

Mi spostai lievemente sulla seduta della sedia posta davanti al tavolino a cui stava seduto anche Zanza in mezzo all’enorme piazza deserta… Infilò un cucchiaio nell’enorme coppa di gelato che aveva davanti (che fissazione, il gelato) e se lo portò alla bocca riavviandosi i capelli dalla fronte alla nuca.

Approfittai della sua bocca piena e della conseguente estasi…

- Qui come pensi di passare i prossimi milioni di anni?
- Se non mi rimandano di là, la vedo grama. Ho cercato gli angeli per verificare che sia vero che non hanno sesso… anche arcangeli e cherubini… niente, neppure la loro ombra, ho trovato! Comincio a pensare che non esistono.
- E allora?
- Intanto sto scrivendo alcuni trattati per i miei sponsor su come è bella l’esistenza guardando Dio, su come sono buoni i gelati (e dai! N.r.) di qua, su una mia invenzione che prevede ombrelloni con frigorifero incorporato, un’altra che permette la moltiplicazione di pesci di paranza a chiunque faccia l’albergatore e il tassista (?)…
- Dicevi che stai sperando di tornare. Quale esperienza ti piacerebbe vivere al tuo ritorno?
- Non ho dubbi. Vorrei tornare Zanza e ricominciare da dove ho smesso. E’ vero che ho la soddisfazione di essermene andato senza pagare l’ultima performance ma è anche vero che non l’avevo finita e a me non è mai piaciuto fare le cose a metà…

Lo guardo attentamente e vedo tutta la sua determinazione e non ho il coraggio di dirgli che tutto ciò mi appare molto futile…
Interrompe i miei pensieri dicendo:
- Lo so che tutto appare molto futile ma questo è il vero senso della vita, non credi?
Penso: se lo dici tu!

Ho avuto bisogno di svegliarmi per i richiami della mia vescica colma e ho avuto solo il tempo di dargli appuntamento ad uno dei prossimi anni e di vederlo allontanare vestito di una giacca di pelle sul torso nudo e un paio di bermuda a fiori che mi sembravano ridicoli ma che su di lui facevano un figurone.

Si stava avviando verso via Bastioni Orientali in cerca del Villino Azzurro. Evidentemente voleva verificare se fosse ancora in servizio qualcuna delle vecchie frequentatrici del posto…
Buona fortuna, amico mai conosciuto.

mercoledì 19 dicembre 2018

Un'attesa, ahimè, vana.

Ero seduto sul divano di casa mia (forse) con un cosciotto di cinghiale arrostito dentro una capiente pirofila sulle ginocchia.

Di tanto in tanto con le mani nude staccavo un pezzo di carne e me lo portavo alla bocca senza staccare gli occhi dallo schermo (enorme) che incombeva di fronte a me.

Sulla testa un cappellino con visiera ricurva con una “B” ricamata sul frontale, una divisa sportiva grigia con la scritta “BOSTON” sul petto, una mazza da baseball coricata al mio fianco proprio accanto ad un enorme guanto di cuoio con una pallina, con le classiche 108 cuciture rosse, al suo interno.

Il grasso del cinghiale mi colava abbondante dal mento e da tempo avevo una precisa esigenza di andare in bagno. Ma ero come inchiodato su quel divano e neanche il violento temporale che c’era fuori mi aveva distratto… la tenda, ormai irrimediabilmente strappata dal vento in cortile, l’avrei dovuta tirare su ma avevo rimandato fino a che… era ormai inutile.

Ad un certo punto iniziai a provare un marcato disagio che non era dovuto alla partita e che anzi mi irritò subito perché mi stava davvero distraendo dalla partita e dal cinghiale. E non tendeva affatto a diminuire, anzi dopo mezzora era diventata insopportabile.

Con fatica decisi di spostare lo sguardo dallo schermo e di volgerlo alla mia destra.
Quasi subito riuscii a vedere due persone ad un paio di metri da me. Stavano immobili in piedi, le braccia lungo i fianchi , la testa leggermente inclinata in avanti, lo sguardo torvo che mi fissava con insistenza..

Raccogliendo il grasso che stava colando sul “TON” della maglia col dorso della mano e strizzando gli occhi per vedere nella penombra mi resi conto quasi subito di conoscerli benissimo, quei due.

I miei nipoti... Beh, che ci fate qui!?

Silenzio. Gli sguardi torvi dei due “nipotini” sembrano quasi fiammeggiare e me li sentii ancora di più addosso. Le due figure erano ormai sparite per lasciare il posto a quattro occhi davvero inquietanti.

…che ci fate qui.. ripetei senza emettere suoni e tornando a girarmi verso lo schermo… un “out” al volo…

Tutto sembrò rallentare e poi fermarsi quando due bocche sotto quegli occhi, che ora emettevano un chiaro rimprovero, dissero in coro con toni metallici che non ricordavo di aver mai sentito.

“Devi smetterla di guardare quella robaccia… i quattro neuroni che ti sono rimasti stanno urlando dalla paura di scomparire…
E noi vogliamo vedere “Scoprendo Forester” dopo aver visto “Will Hunting - Genio ribelle”… ORA, SUBITO…

In quel momento capii, questa volta immediatamente, due cose.

I miei nipoti volevano vedere due dei film più importanti mai fatti e che stavo evidente dormendo essendo che quello non poteva che essere un sogno…

Già un sogno…

martedì 18 dicembre 2018

Poirot: Esiste solo giusto o sbagliato... anzi, no.

Assassinio sull’Orient Express anno 2017, film.

Dialogo fra Hercule Poirot (Kenneth Branagh) ed un ufficiale di polizia dopo che il detective belga ha risolto un caso (ad inizio del film):

Ufficiale: Come ha capito che era lui, signore? Solo da una piccola crepa nel muro…

Poirot: Vede io ho il vantaggio di… riesco a vedere il mondo solamente come dovrebbe essere e quando non lo è l’imperfezione risalta come… il naso in mezzo a una faccia. Questo rende il più della vita insopportabile però si rivela utile nel caso di una indagine su un crimine.

U: Ma è come se lei vedesse nei loro cuori e scoprisse la loro vera natura…

P: Qualunque cosa possa dire la gente esiste solo giusto o sbagliato non c’è una via di mezzo… può raddrizzare la cravatta le spiace solo un pochino…. Così è perfetto.


Meraviglioso incipit di un remake coraggioso se non altro perché sfido a trovare un solo adulto che non conosca la trama del romanzo di Agatha Christie o del film omonimo del 1934 o almeno di quello del 1974. Insomma inflazionato da far venire i brividi questo titolo… eppure godibilissimo nonostante un Poirot troppo branaghiano (perfetta forma e dinamicità fisiche che non appartengono al personaggio originale).

Esaltante per il mio ego quel: “…esiste solo giusto o sbagliato non c’è via di mezzo…”
Mi ero segnato la battuta tanto la trovavo consona col mio modo di pensare… Subito dopo il dubbio.
“Ma che sia cambiata la trama del film?”
Perché io ricordavo un finale della storia né troppo bianca né troppo nera, grigia insomma. Ricordavo un finale proprio pensato per dimostrare che il giusto e l’ingiusto spesso sono complementari e solo apparentemente antitetici.
Come il bene e il male, l’amore e l’odio, la luce e la tenebra, la dolcezza e la violenza, il baseball ed il calcio, il marito e l’amante, un’automobile ed una Fiat (pardon FCA), Di Battista e Di Maio (stavo per scrivere la Sinistra e Renzi, ma quelli non sono complementari e sicuramente sono antitetici)…

Vuoi vedere che Branagh (anche regista del film) vuol dimostrare come vere le tesi opposte rispetto a quelle proposte inizialmente dal protagonista?

Beh, che c’è di strano?
Provo a spiegare quello che penso -in modo del tutto arbitrario- con una sorta di schema.
Ogni essere umano ha una serie di “conoscenze” che nascono dalle proprie esperienze dirette.
Ogni essere umano ha delle “convinzioni” che nascono o da ciò che gli è stato insegnato da altri o da ciò che CREDE di aver visto o sentito o capito.
Ogni essere umano ha delle “certezze” che nascono dal bisogno di dire a se stesso ed agli altri di sapere ma che in realtà vengono costruite sulla pedissequa accettazione dell’Autorità (genitori, preti, medici, pubblicitari, giornalisti, politici, scienziati ecc. ecc.) fatto che, proprio perché si accetta il concetto di Autorità, permette all’individuo di non mettere in campo il minimo impegno per conoscere veramente. Il principio della delega, insomma. Accettare di buon grado che altri pensino per noi.

E ciò cosa c’azzecca con Poirot?
Centra perché Poirot alla fine della inchiesta dovrà cambiare idea rispetto a ciò che aveva espresso pensando che fosse una propria “conoscenza” allorché scopre che in realtà era una “convinzione” che nasceva da una “certezza” falsa e quindi fuorviante.
Io penso, in modo del tutto arbitrario, che nella realtà di tutti noi le cose stiano, di massima, molto diversamente.

Quasi tutti noi siamo disponibili ad ampliare le nostre “conoscenze” quando scopriamo che è sensato farlo considerando ciò un arricchimento ovvio (un paio esempi per tutti: il contadino che impara da altri coltivazioni alternative più facili e più redditizie oppure l’anziana casalinga che impara ad usare una moderna scopa elettrica che semplicemente le dimezza la fatica ed il tempo di lavoro).

In pochi sono disponibili a mutare “convinzioni” soprattutto su temi apparentemente teorici e per “specialisti” e che ritiene spiegati come sempre dal proprio passato e soprattutto dal passato di altri. (In genere il meccanismo prevede che l’individuo pensi: “Si è sempre detto così”, “Mia nonna faceva degli ottimi sughi che bollivano per 12 ore”,  oppure  “All’università ho studiato decine di autori che affermavano tutti la stessa cosa…”).

Nessuno o quasi nessuno è disponibile a cambiare le proprie “certezze” che mettano in discussione le Autorità che hanno loro comunicato la… versione ufficiale. (Diciannove terroristi armati di taglierini hanno dirottato quattro aerei sugli USA e hanno colpito due grattacieli ed il Pentagono, il mio Dio è l’unico vero Dio come dice la Bibbia, il mio politico di riferimento è colui che risolverà davvero le cose, la vita è enormemente facilitata se si è connessi h24).
Detta con altre parole, meno ci è costata fatica l’informazione, più è scarsa la volontà di cambiare idea.
Troppa fatica e troppe sicurezze da mettere in discussione con il tempo che manca e le incombenze che premono.

In definitiva, probabilmente non si può sciogliere il nodo del “giusto e ingiusto” oppure quello dell’esistenza del vero o falso assoluto, ma quello per cui “mi sono fatto persuaso” è che la volontà di perseguire giustizia e verità riempiono assai le bocche di tanti e colmano i cuori di pochi.

Antonio Gramsci considerava la verità e la sua ricerca sempre rivoluzionaria. Ma se ciò è vero per alcuni, per la stragrande maggioranza dei miei simili lo è ancora di più, per loro è TROPPO rivoluzionaria. E non possono permettersela.

Mentre, solo come esempio, il pensiero di Fedor Michajlovic Dostoevskij regna sovrano oggi più ancora di cento sessantaquattro anni fa quando lo espresse in una lettera ad una certa Natalija Dmittrievna Fonvizina:

“… ma arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori dalla verità e se fosse effettivamente vero che la verità non è in Cristo, ebbene io preferirei restare con Cristo piuttosto che con la verità.”

Appunto. E il riferimento alla sola religione è oggi assai limitante per valutare la reale misura dei danni provocati da “certezze” come queste all’animo umano.

Il concetto che la verità sia sempre rivoluzionaria è ampiamente discutibile ma allora perché non ammettere che scegliere l’ingiusto per pura pietà è una giustizia pelosa che nulla ha a che fare con la giustizia senza aggettivi di comodo?

Ma il raggiungimento della verità non dovrebbe costituire l'automatica perdita della libertà di pensarla in qualsiasi altro modo? Non per l'essere umano, evidentemente.

Rifluire nel grande mare.

Tre anni di autocensura penso che possano bastare.

Oggi ho voglia di litigare con qualcuno. Quale migliore occasione per ricordare a me stesso (e alla mia generazione di ex sessantottini?) di aver fallito su tutta la linea?

Non che quella generazione avesse davvero capito tutto, anzi...
Ma è una generazione, quella che nacque tra il 1945 e il 1951 (più o meno) che aveva l'aspirazione a capire per fare meglio. Tutto è rimasto racchiuso nei propositi di allora e nulla ha scalfito la realtà delle cose succedutesi da allora. Insomma fallimento. Sia sul piano individuale (famiglia) sia sul piano politico-sociale.

Ora, anni 2010/2018, sembra far capolino una generazione interessante. L'uno per cento (può essere il tre o lo zerosei) dei quindicenni/ventenni sembra produrre scintille di rifiuto e di desiderio di fare. Illusione? Possibile! Speranza? Questo sicuro... l'ultima.

I tempi stanno virando, già da parecchi anni, su una via senza ritorno. E dunque o adesso o mai più.

Le volontà e le conseguenti scelte delle congreghe di potere mondiale sono sempre andate in direzioni contrarie agli interessi del 99% dell'umanità (ovvio) ma dagli anni '90 del secolo scorso i tempi delle scelte e dei fatti prodotti sono stati ulteriormente velocizzati e le cose stanno davvero precipitando, per questo 99% (numero simbolico ma non tanto).

Ieri ho rivisto "Oblivion", film del 2013 dell'allora trentanovenne Joseph Kosinski. Come non fare un parallelo tra quello che succede nel suddetto film con quello che succede realmente da una trentina di anni su questo pianeta? Ho avvertito una acuta fitta alle tempie nel considerare Oblivion come una sorta di finestra sul nostro futuro... Fantasie di un alienato all'ultimo stadio? Possibile, probabile... ma anche no.

Il terraforming lo abbiamo davanti agli occhi e per non vederlo bisogna solo serrare violentemente gli occhi e la mente.



Questa mattina scopro tra i video virali in circolazione una dichiarazione di una quindicenne avvenuta pochi giorni fa al COP24 di Katowice.

https://video.corriere.it/lezione-greta-leader-mondo-ci-state-rubando-futuro/2b1553d2-01da-11e9-bf79-927a790c292e

La rabbia della ragazzina è solo mitigata dalla sua lucidità di esposizione.
Video commovente e foriero di speranze...

Ovviamente NO!
E' solo la riprova che energie importanti e vitali sono state indirizzare su un percorso fatto di terreno sterile che prevede (con l'individuazione del controllo della CO2 come unico obiettivo) alla sua fine solo l'ennesimo dannato muro. Solo allora anche questa generazione scoprirà di essere dentro un recinto ben serrato e di non aver fatto nulla per impossessarsi delle vere chiavi di lettura capaci di frantumare davvero quelle mura.

Questi YICM possono essere più micidiali (e collaborazionisti) del resto dei loro coetanei che si interessano solo di... digitare su un iPhone. Proprio perché assolutamente convinti di avere in tasca la verità mentre i secondi possono sempre sperare in un futuro risveglio.

Peccato che non ci sia più tempo.

lunedì 5 ottobre 2015

Franco Verolini, un amico che porta via con sè un pezzo di me.

Franco Verolini, amico dal grande cuore.
E proprio la grande pompa di vita ti ha tradito.
Franco Verolini controllore di volo, amico.
La mattina del 4 ottobre 2015 ci hai voluto offrire l'ultimo aperitivo e poi, dicendomi "...è dura, molto dura..." a cui ho farfugliato uno stupido "...beh, lo puoi raccontare, almeno", sei andato a casa.
L'ultima occhiata che ti ho dato me la ricorderò sempre.
Ti ho visto sparire, con la tua andatura di sempre, solo molto più stanca, dietro un oleandro senza fiori.
La sera il tuo grande cuore ti ha tradito.
Ma, amico Franco avrai un posto speciale nel cuore di tutti noi fino a che non tradirà anche il nostro.
Sei stato davvero una brava persona e so che ti avrebbe fatto piacere sentirtelo dire.


Cambio lira italiana-euro e diritti sovrani. Una favola.

Se io morissi oggi e domani si scoprisse, murata in un caminetto di casa mia, una cassetta con 800 milioni in lire italiane… cosa ne potrebb...